La musica, i concerti, le prove, il pubblico. Il Covid-19 ha cambiato tutto. A raccontarlo il musicista Lorenzo Maffia.

Musicista, maestro, docente al conservatorio, ma più di tutto innamorato del proprio lavoro. E’ Lorenzo Maffia, componente della band di Gigi D’Alessio che ci racconta cosa sta succedendo nel mondo della musica con l’arrivo del virus.

Lorenzo grazie per l’intervista. Quando hai smesso di lavorare per l’emergenza covid?
Il 5 febbraio 2020 è stato l’ultimo giorno.

Quasi un anno.
Da quella data non abbiamo più fatto esibizioni. Eravamo impegnati per un tour nei teatri per il lancio del nuovo disco di Gigi D’Alessio, ma ogni giorno le date per le prove venivano spostate mentre la situazione ha iniziato a complicarsi sempre di più. Poi ci hanno comunicato che avremmo ripreso a lavorare ad ottobre/ novembre 2020.

Un tour impegnativo?
Avevamo previsto un tour con l’opportunità per il pubblico di selezionare i brani che più amavano. Ne avevamo selezionati 100, quindi l’impegno delle prove era ed è notevole.

Avete ricevuto dei ristori da parte dello Stato durante la prima ondata della pandemia?
Si, per fortuna sì, in base a quanto si è fatturato nell’anno precedente. Ma con la seconda ondata le risorse economiche dei singoli iniziano a ridursi e gli aiuti economici pure. Molti di noi hanno attinto alle proprie risorse per andare avanti.

Quali fondi avete ricevuto?
Dall’Inps come dalla Siae ed altri come il fondo specifico Nuovo IMAIE che permette ai musicisti di poter ricevere degli introiti dai lavori eseguiti con alcuni cantanti come dischi, concerti, ecc.

A livello politico c’è qualcuno che ha preso in considerazione il vostro settore?
Poco o niente tranne il Ministro Franceschini che attraverso il Ministero dei Beni Culturali ha disposto un fondo per il nostro settore.

Quando riprenderete?
Si pensa nella prossima primavera 2021.